Home / mediazione / impresa / Crisi d’impresa e mediazione

Crisi d’impresa e mediazione

In un contesto socio-economico complesso come quello che stiamo attraversando ormai da molto tempo, caratterizzato da una diffusa e generalizzata recessione, la crisi dell’impresa non è più un evento eccezionale e occorre pensare a strumenti nuovi e diversi che sappiano affrontare con celerità, competenza e capacità professionali le situazioni di criticità o anche solo di difficoltà.

Per convincersi di questa esigenza impellente, è sufficiente ripensare alla repentina e continua evoluzione della normativa italiana in materia concorsuale in questi ultimi anni.

Lo sforzo maggiore del Legislatore è stato certamente dedicato al tentativo di dare soluzioni di continuità aziendale mediante la conservazione dell’impresa sia in termini produttivi che in termini di conservazione dei posti di lavoro.

Peraltro in ogni crisi d’azienda, piccola o grande che sia, assistiamo a un aspro scontro da un lato tra i soggetti creditori/debitori, spesso con drammatici coinvolgimenti della famiglia dell’imprenditore e di tutti i loro beni, dall’altro nell’ambito dello stesso ceto creditorio o fra classi di creditori che in moltissimi casi hanno interessi fra loro contrastanti e spesso di difficile lettura, come accade nel caso degli Istituti Bancari.

Ma la soluzione della crisi e la stessa predisposizione di un piano industriale, economico o la ristrutturazione devono necessariamente vedere la collaborazione dei soggetti coinvolti, e quindi quale miglior strumento si potrebbe individuare se non quello della mediazione?

Non per nulla a tali risultati è giunta l’esperienza negli USA relativamente alla soluzione delle problematiche della crisi di impresa (cfr. Bankruptcy Code, Chapter 11) ove l’utilizzo della mediazione ha avuto una crescita notevolissima e sempre più estesa.

La recente sentenza del Tribunale di Nola, del 23 ottobre 2018, in cui  è stato omologato un piano del “consumatore” in relazione a una procedura di sovraindebitamento derivante da mediazione demandata, ha destato qualche commento in dottrina anche di stupore, mentre in realtà per chi lavora nel settore specifico, è scontato ritenere che gli istituti della mediazione civile e del sovraindebitamento abbiano tanti elementi ed esperienze comuni.

Le norme di riferimento della mediazione (d.l.vo 28/2010), quelle della procedura disovraindebitamento (legge 3/2012) e i decreti ministeriali che regolano l’attività degli organismi della composizione della crisi e i requisiti di accesso alla funzione di gestore della crisi (d.m. 202/2014) sono connotati da una simile ratio legis, sia nei contenuti che nella struttura, proprio perché la finalità del legislatore, infatti, è facilitare la composizione del conflitto.

In effetti, le modifiche legislative che hanno portato verso una prospettiva conservativa dell’impresa, anziché “punitiva”, è la risposta concreta alla crisi economica che ha colpito tutti i settori della nostra economia e occorre sottolineare come tutti gli strumenti che hanno innovato i procedimenti si fondino su un solo e imprescindibile elemento: l’accordo tra l’impresa debitrice e i suoi creditori, siano essi privati, banche o l’erario.

L’ambito concorsuale sarebbe dunque un campo in cui potenzialmente i mediatori che hanno esperienza nel settore specifico potrebbero utilizzare le tecniche acquisite in modo da mettere a frutto il patrimonio di esperienza per la gestione della crisi aziendale, attraverso la ricerca di accordi negoziali e per facilitare il dialogo fra le parti

                                                                                  avv. Maria Gabriella Branca

Circa user

Controllare anche

webinar formazione 2

FORMAZIONE ONLINE: SCOPRI TUTTI I CORSI AEQUITAS ADR

Noi ci siamo. Anche adesso. La Fondazione Aequitas ADR si contraddistingue nel panorama nazionale non …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *